Descrizione
I promessi morsi. Storia gotica milanese del secolo XVII. Tutti conoscono i Promessi sposi. Se non altro per esser stati costretti a studiarlo a scuola, senza eggerlo interamente. Succede ai classici, il cuidestino è proprio quelodi essere orecchiati, piuttosto che etti. Quel ramodel agodi Como che volge a mezzogiorno Si comincia sempreda qui, immancabilmente. Il seguito può avere infinite varianti, ma incipit è sempre o stesso. Indica una strada, ammicca, prende per mano, rassicura. E poi, subitodopo, tradisce e aspettativedel ettore. Perché parodiare i classici è un esercizio abituale, sottintende un intentodissacratorio e innovatore. Ma un classico è un classico e, per quanto a parodia o stravolga, non ne scalfisce importanza. Anzi, a riafferma. I Promessi sposidel Manzoni ne è un esempio. Puntualmente è ripreso con intentidecostruzionisti, ma ne esce sempre riconfermato, perchéscriveva Calvinoun classico è unopera che provoca incessantemente un pulviscolodidiscorsi critici sudi sé, ma continuamente se i scroladidosso. Come nel casodela riscritturadi Guidoda Verona. Nel 1929 autoredi Mimì bluette pubblicò una versione erotica e antireligiosadel capolavorodel Manzoni, che solevò scandalo e fu messa alindice.da Verona, scrittoredi profonde influenzedannunziane edi gusti piccolo-borghesi, non scelse bene il momento, visto che il 1929 era proprio anno in cui Mussolinidava addio al fascismo aico, firmando i Patti ateranensi. Ogni epoca ha e sue modalitàdi parodiare i classici: se gli anni Ventidel secolo scorso sono stati caratterizzatidaldesideriodi épater e bourgeois, eccitando gli animidele ettricidaveroniane con i turbamenti eroticidi Renzo e ucia, gli annidiecidel terzo milennio si meritano una caricatura in chiave vampiresca. È noto che Manzoni cita un manoscritto seicentesco: LHistoria si può veramentedeffinire una guerra ilustre contro il Tempo, perché togliendolidi mano glanni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, i richiama in vita. Adesso si scopre che ne esiste un altro, che ha sì a che fare con i cadaueri, ma rilegge a storia in chiave gotica. Una scoperta sensazionale? Ma no. È un ennesimo escamotage etterario, questa volta adottatoda un sedicente Anonimo ombardo, nostro contemporaneo. Alinternodi queste 370 pagine, che ripercorrono pedissequamente tutti i uoghi manzoniani, non ci sono solo i vampiri, creature romantiche che mescolano sapientemente amore e morte, ma intero universo orrorifico,dai icantropi (lInnominato) ale streghe (la monacadi Monza), passando per i riti satanici, i fantasmi, gli zombi e ogni altradiavoleria.don Rodrigo è un vampiro signorotto che sinvaghiscedi ucia e fadi tutto per averla, ostacolando il suo matrimonio. Fra Cristoforo è un cacciatoredi non-morti, a monacadi Monza una strega che compie riti innominabili in convento. a pestedi Milano è trasformata in uninvasionedi zombie che annientano a popolazione. (Carlo Bordoni)
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788817038034
ISBN-10:8817038032
Titolo:I promessi morsi. Storia gotica milanese del secolo XVII
Autore: lombardo Anonimo
Editore:Rizzoli
Data Pubblicazione:2011
Pagine:373
Genere:LETTERATURA ITALIANA: TESTI
Classificazione:Narrativa horror e gotica





