Descrizione
''Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio'' (Cesare Beccaria).
Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte ''giusta'' è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? E' possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?
Editore: EDIZIONI GRUPPO ABELE
Collana: LE STAFFETTE
Copertina: Brossura
Pagine: 176
Dimensioni: 14.0 x 21.0 cm
Data di pubblicazione: 27 maggio 2015
ISBN: 9788865791042





